Come comportarsi in caso di sinistro 08 Luglio 2026 Dal sopralluogo del perito ai diritti dell’agricoltore Grandine, gelate, alluvioni e siccità sono eventi che, negli ultimi anni, hanno reso sempre più evidente quanto la gestione del rischio sia diventata una componente strategica dell’attività agricola. Quando una coltura subisce un danno, però, non è sufficiente attivare la copertura assicurativa: è fondamentale conoscere l’iter che porta alla quantificazione del sinistro e sapere quali sono gli strumenti di tutela a disposizione dell’agricoltore. Tra questi, uno dei meno conosciuti riguarda proprio il ruolo del perito, che, contrariamente a quanto si pensa, non è l’unico soggetto chiamato in causa. Tutto inizia con la denuncia del danno. Dopo un evento avverso, è l’assicurato a dover valutare la situazione e comunicarla tempestivamente al proprio intermediario assicurativo, rispettando le tempistiche previste dalla polizza. Questa fase è fondamentale perché consente di attivare l’iter di accertamento e di programmare il sopralluogo del perito. La perizia rappresenta il momento centrale della procedura. Il tecnico incaricato verifica lo stato delle colture, raccoglie gli elementi utili e redige un bollettino con la stima del danno. Al termine dell’accertamento il documento viene sottoposto all’assicurato per la firma. Ed è proprio qui che entra in gioco un aspetto spesso poco conosciuto: la firma sul bollettino non è un semplice adempimento burocratico. Firmare significa accettare la valutazione espressa nella perizia. Se l’agricoltore ritiene che la stima non rappresenti correttamente il danno subito, ha il diritto di non sottoscrivere il verbale e di richiederne la revisione. In questo caso si apre una seconda fase. L’assicurato può nominare un proprio perito di parte, che si confronterà con il tecnico incaricato dalla compagnia nel tentativo di raggiungere una valutazione condivisa. Si tratta di uno strumento importante, previsto proprio per garantire equilibrio e trasparenza nella gestione del sinistro. Qualora il confronto non porti a un accordo, la procedura prevede un ulteriore passaggio: la nomina di un terzo perito imparziale, scelto in una provincia diversa da quella in cui si è verificato il sinistro. Sarà questa figura, indipendente rispetto alle parti coinvolte, a formulare la valutazione definitiva dell’entità del danno. Dietro la gestione di un sinistro, inoltre, non c’è soltanto la valutazione del perito, ma una macchina organizzativa che raccoglie e analizza una grande quantità di dati. ISMEA, ad esempio, esamina ogni anno circa 198.000 polizze agricole agevolate, elabora oltre 237.000 rilevazioni meteoclimatiche giornaliere e monitora 516 prodotti agricoli per stimarne le rese. Un patrimonio informativo che permette di ricostruire il contesto in cui si è verificato il danno e rappresenta uno dei pilastri del Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura 2026. L’obiettivo è fornire strumenti sempre più precisi per la valutazione dei sinistri, garantendo maggiore uniformità nelle perizie e una tutela più efficace per tutti gli attori coinvolti. In un contesto in cui gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e incidono in modo significativo sulla redditività delle aziende agricole, la conoscenza delle procedure assicurative diventa parte integrante della gestione del rischio. Sapere come si svolge una perizia e quali sono i diritti dell’assicurato permette di affrontare il momento del sinistro con maggiore consapevolezza e con tutte le tutele previste dal sistema.