27.10.2026 È tempo di proteggere le produzioni agricole dalle avversità climatiche L’agricoltura è oggi tra i settori più esposti agli effetti del cambiamento climatico, con eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi che mettono a rischio le produzioni e il reddito delle imprese. Dopo un 2025 relativamente stabile, il 2026 ha evidenziato un forte aumento della sinistrosità, con 138 eventi che hanno danneggiato circa 65.700 ettari di superficie agricola. Grandine, vento forte e siccità si confermano le principali minacce, con impatti significativi nelle aree più produttive del Paese. In questo scenario, la gestione del rischio e gli strumenti assicurativi assumono un ruolo strategico per proteggere le aziende agricole, garantire continuità produttiva e rafforzare la capacità di adattamento a un clima in costante evoluzione. Scopri di piu
08.10.2026 Caldo estremo, il conto dell’estate sull’agricoltura italiana L’estate 2026, la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, ha inferto un duro colpo all’agricoltura italiana, provocando oltre 3 miliardi di euro di danni stimati da Coldiretti a causa del caldo estremo e della gravissima carenza idrica. Le criticità, concentrate soprattutto nel Centro-Nord, hanno messo a dura prova colture strategiche come mais, riso, soia, ortaggi e vigneti, facendo impennare i costi energetici per l’irrigazione. Questa emergenza climatica dimostra come la siccità non sia più un fenomeno isolato, ma una crisi strutturale che minaccia la redditività delle imprese e la stabilità dell’intera filiera agroalimentare. Di fronte a questa vulnerabilità diffusa, gli interventi di sola emergenza non bastano più, rendendo indispensabile una strategia a lungo termine basata sulla prevenzione, sul monitoraggio agrometeorologico e su un adattamento climatico strutturale per proteggere i raccolti futuri. Scopri di piu
29.09.2026 Vendemmia 2026: l’uva anticipa i tempi e si raccoglie anche di notte Il cambiamento climatico sta ridisegnando i ritmi tradizionali dell’agricoltura e la vendemmia 2026 ne offre una testimonianza tangibile in tutta Italia. Tra temperature da record e un prolungato stress idrico, il calendario della raccolta ha subito un forte anticipo, costringendo i viticoltori a rivoluzionare non solo le tempistiche, ma anche le modalità di lavoro in vigna. Per proteggere l’integrità dei grappoli, preservare l’equilibrio aromatico e difendere le rese da un’eccessiva disidratazione, si fa sempre più strada la scelta della vendemmia notturna o all’alba. Un vero e proprio adattamento sul campo in cui prevenzione e gestione del rischio diventano indispensabili per salvaguardare la qualità del vino e la sostenibilità economica delle aziende. Scopri di piu